DVB-T2 tutte le verità e quello che c’è da sapere.

DVB-T2 tutte le verità e quello che c’è da sapere.

In rete trapelano tanti articoli, molto simili ma nessuno veritiero.
Innanzitutto l’unica cosa che la UE ha chiesto ai suoi stati membri è di liberare la banda dei 700mhz dal servizio televisivo e di affidarla al solo servizio mobile (alias tecnologia 5G). Non è affatto vero che la UE obbligherà gli Stati all’uso dell’HEVC e del DVB-T2.

Nello specifico, entro il 2017 la UE vorrebbe dai suoi stati membri, un piano di liberazione di tale banda. La pianificazione vorrebbe che la liberazione, si concluda entro il 2022.

Lo spettro delle frequenze.

Per il digitale terrestre, in Italia, si userebbe la banda UHF nei canali 21:59. Ogni frequenza/canale ad oggi è in grado di gestire una media di 8 canali cadauno. Dal 01-01-2023 questo spettro verrebbe ridotto e portato dal canale 21 al canale 49, causando che circa ottanta canali televisivi potrebbero non trovare spazio e chiudere. Tale situazione sarebbe aggravata anche da un secondo problema: le interferenze estere con la Slovenia, Croazia ecc ecc . Tanto è vero che in questo mese si concluderà lo spegnimento delle frequenze interferite, con una reinstallazione necessaria della lista dei canali nella regione Marche. Ecco qui uno specchietto di quelle frequenze interferite e che non potranno essere utilizzate per il digitale terrestre italiano.

soluzione 1 : dvb-t con upgrade mpeg4

Questo standard è in uso in Francia dall’aprile del 2016. In cosa consiste? Oggi viene usato il codec video MPEG4 solo per le trasmissioni in HD. Estendendo tale codec per ogni canale televisivo italiano, la banda necessaria per trasmettere tutti i canali italiani sarebbe inferiore, e potrebbe starci nel range 21:49 tranquillamente. Questo è possibile perché l’MPEG4 occuperebbe meno banda del MPEG2, tanto che un operatore di rete potrebbe anche richiedere meno frequenze. Nello specifico, ecco come si presenta la configurazione dei mux RAI se venisse adoperato l’MPEG4 per ogni canale:

Ho indicato (superfluo) a quei canali che avrebbero già una versione MPEG4. Per questo togliendo i canali superflui dall’attuale configurazione, diventerebbe:

ma che potrebbe diventare:

Così facendo alla Rai potrebbero bastare solo 4 frequenze e non 5 però la banda a disposizione di quel range di frequenze, sfruttata in MPEG4 col DVB-T, non darebbe possibilità di avere tantissimi nuovi canali in HD.

soluzione 2 : nuovo switch off dvb-t2  con HEVC

Con questa combinazione,  si avrebbe la possibilità di spremere al massimo il range di frequenze ed in cambio otterremmo tantissimi canali in HD. Oltre ai Rai, potremmo avere anche tutta l’offerta Premium ecc ecc ecc.

considerazioni e soluzioni a confronto

La soluzione 1 sarebbe quella meno dannosa per gli italiani perché oggi giorno (01-01-17) quasi in tutte le case ci sono TV con tuner HD in grado di ricevere i comunissimi canali in HD del digitale terrestre. Per quelle poche TV, basterebbe prendersi un decoder esterno o comunque da oggi fino al 2022, si potrebbe tranquillamente pensare l’acquisto di un nuovo televisore.

La soluzione 2 sarebbe molto dannosa perché nelle case degli italiani, forse solo l’1% sarà compatibile con tale standard.

Il governo italiano quindi avrà tanto da pensare e da discutere. Meglio tutelare la tasca del cittadino, usando la soluzione 1 a discapito di tantissimi nuovi canali HD o meglio tantissimi canali in HD ma gettare le nostre TV?

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